Per Leonardo ... Lothus Birth

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... Mi rimane un senso di totalità, di appagamento, di comprensione, di compiutezza. Non sento un briciolo di negatività. Un incanto. Semplicemente l'esperienza più incredibile che io abbia mai vissuto ...
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Sono passati circa sette mesi dal giorno in cui è nato Leonardo.

Il ricordo di quella giornata mi dona entusiasmo e un vero senso di profonda realizzazione. Il dolore lo ricordo. Ricordo anche che durante il travaglio mi sono detta che mai avrei rifatto una cosa simile. Eppure rimane l'occasione più bella che abbia mai avuto per cercare me stessa. Mi viene immediatamente in mente la parola libertà.
Per tutta la durata di quell'incredibile processo, che è stata la nascita di Leo, ho potuto fare esperienza di che cosa per me possa significare la ricerca costante e continua di un attimo di piena libertà. Ero convinta del fatto che solo lasciando vivere la relazione tra me e Leo ed eliminando tutto il resto e solo lasciando agire qualcosa di più grande di me e di noi, tutto sarebbe andato al meglio.
Libertà: per me ha significato assenza di paure, assenza di condizionamenti esteriori e interiori, capacità di accorgermi di ciò che non mi apparteneva, capacità di osservare e quindi possibilità di scegliere e quindi possibilità di riconoscere quando ero presente e quando invece mi stavo allontanando.

Dire a parole del mio parto significherebbe riuscire a sciogliere e ad ordinare un immensa massa di emozioni e sensazioni, cosa che non mi sarà mai possibile fare, perché mi arrivano tutte insieme e tutte con la loro forza originaria.

Quelle ore sono state le più piene della mia vita. Non si è cancellato nulla in me della potenza di quell'evento.

Mi rimane un senso di totalità, di appagamento, di comprensione, di compiutezza. Non sento un briciolo di negatività. Un incanto. Semplicemente l'esperienza più incredibile che io abbia mai vissuto.

Potevo comportarmi diversamente, potevo scegliere di cambiare posizione durante il travaglio, potevo cercare di accompagnare di più la sensazione di spinta nella fase espulsiva, potevo respirare con un ritmo diverso, potevo cacciare più velocemente dalla mia vita i pensieri che mi arrivavano e che mi distoglievano da qual momento ... poteva andare molto diversamente per tante piccole cose, eppure fin da subito ho pensato che è stato perfetto così.
Per tutti quegli istanti sono stata lì, con tutta me stessa.
Sono stata tentata di scappare davanti al dolore, di non guardarlo in faccia, sono stata tentata si dare voce alle paure, di smettere di avere una fiducia incondizionata, ma non ho mai dubitato della mia voglia e del mio bisogno di restare.
Presenza e Abbandono: ero certa di non poterli perdere di vista.
E quindi ritornavo lì, sul nostro tappeto, davanti al camino semi-acceso, con tutta me stessa.
Leonardo è nato a casa.
Ha avuto con se la sua placenta finché non si è staccata naturalmente dopo cinque giorni.
E' stato tutto magico, quasi circondato da un alone irreale.
Sono convinta che il motivo sia che è stato quanto di più rispondente alle mie esigenze concrete di quel momento.