Per Lorenzo ... il racconto della mamma

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Oggi, a distanza di quasi tre mesi, posso dire che la nascita di Lorenzo è stata l'esperienza più bella e potente che abbia mai vissuto...

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Ho provato tante volte a scrivere della nascita del mio cucciolo, ma l'emozione era ancora troppo forte e mi impediva di mettere 2 parole di fila senza scoppiare a piangere. Oggi, a distanza di quasi tre mesi, posso dire che la nascita di Lorenzo è stata l'esperienza più bella e potente che abbia mai vissuto...
Ho fatto yoga per buona parte della gravidanza, il corso preparto, ho letto, respirato e meditato...ero pronta! Non avevo paura del parto, quando sono arrivate le prime contrazioni preparatorie erano le 10 di sera e ricordo solo di aver pensato "speriamo sia un falso allarme, volevo proprio farmi una bella dormita stanotte!", ma non era un falso allarme e dopo 9 ore di contrazioni sempre più regolari e ravvicinate siamo andati in ospedale per sentirci dire che no, non ero ancora dilatata neanche un po' e, nonostante la regolarità, non erano ancora le contrazioni "giuste"...cammina che ti ricammina, dopo 3 ore non era cambiato nulla e nonostante la mezz'ora di macchina che ci separava da casa, decidiamo di tornare li per stare più rilassati.
E infatti è bastata una doccia calda per farmi capire com'erano fatte le contrazioni giuste!
Aspettiamo un po' per sicurezza e torniamo in ospedale dove sono stata accolta con un"ah, tu sei quella del piano di parto! Tranquilla, ci pensiamo noi, nessun intervento di nessun tipo, andiamo!" E così siamo entrati in sala parto, al buio,  tranquilli, mio marito sempre accanto, le ostetriche discretissime e fantastiche...le ho volute tenere in sala con noi credo più per far compagnia a Nazareno, perché io da subito ho iniziato il mio viaggio verso la nascita del nostro capolavoro e ho perso contatto con la realtà...
Non ricordo il dolore, so che c'è stato, so che era intenso, ma il dolore mi ha aiutata a respirare, a concentrarmi e a sentire Lorenzo, ascoltarlo per aiutarlo a venire al mondo scegliendo una posizione piuttosto che un'altra. Ho respirato come mi avevano insegnato, ho camminato pestando i piedi e ballando, tutti mi massaggiavano, mi coccolavano, mi incoraggiavano, ricordo anche delle risate...non avrei mai pensato di poter ridere durante il travaglio! E poi in un attimo, mentre mi chiedevo quanto ci sarebbe voluto ancora, qualcosa è cambiato e l'ho sentito uscire, ho visto la sua testa e un momento dopo era fra le mie braccia mentre mio marito ancora mi sorreggeva...e ho pianto, ho pianto di meraviglia, di gioia, di stanchezza, di soddisfazione, di liberazione...
Abbiamo aspettato che il cordone smettesse di pulsare prima di tagliarlo, abbiamo tenuto la placenta che seppelliremo accanto alla piccola quercia che cresce ora sul nostro balcone e che pianteremo a primavera in campagna...
Non posso dire che sia andato tutto come mi aspettavo, per quanto ti prepari non ti puoi aspettare le emozioni che proverai vedendo tuo figlio per la prima volta e stringendolo a te, ma rifarei tutto quello che ho fatto, tutta la preparazione, i corsi e la serenità che mi hanno aiutato a trovare e mantenere per fare che la nascita di Lorenzo fosse il momento magico che ho sempre sognato...L'unica cosa diversa sarebbe partorire in casa, perché per quanto siamo stati fortunati con l'ambiente e le ostetriche, nessun posto è come casa!
E quando decideremo di dare un fratellino o una sorellina al nostro cucciolo, ricorderò la lezione più grande che ho imparato al corso e ho sperimentato durante il travaglio: abbandono e accettazione, abbandono delle paure, lasciar andare, e accettazione del dolore che porta alla nascita