Corso giugno 2013

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Corso preparto di giugno 2013

IL Mandala


Mandala è un termine sanscrito (letteralmente vuol dire cerchio o sfera). Il mandala è un disegno geometrico simmetrico, di solito racchiuso da un cerchio, un quadrato, o un rettangolo. Spesso questi disegni sono stati considerati dei semplici motivi ornamentali o, peggio ancora, li si è voluti leggere come una sorta di “diagrammi magici”, dotati di non si sa bene quali poteri occulti. La realtà è invece ben diversa e molto più profonda. E’ la rappresentazione più antica del cosmo, presente in tutte le antiche culture.
Un mandala assolve al medesimo compito di una mappa, solo che è una carta geografica del viaggio interiore, di quel percorso meditativo che conduce, o almeno dovrebbe, all’autentica realizzazione del sé.
Vengono utilizzati come punti focali per la meditazione, in quanto ogni forma sulla quale si possa meditare o ci si possa concentrare, permette un periodo di distacco dal mondo circostante ed una maggior concentrazione su noi stessi. Le forme mandaliche rafforzano la mente risvegliando i punti energetici della corteccia cerebrale e ripercorrono l’energia immagazzinata nel nostro corpo.
Il mandala lo si può colorare per puro divertimento ed in questo caso evocherà il piacere che deriva dal lavorare con modelli universali di linee e di forme.
Se invece lo si colora a scopo curativo, allevierà le tensioni, i fastidi e accrescerà serenità e lucidità mentale. Infine se lo si colora per una esplorazione spirituale, aiuta ad ottenere la consapevolezza dell’unità della vita dell’universo.

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo. Si parla dello psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung (26 luglio 1875 Kesswil - 6 giugno 1961 Küsnacht), che sull'argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno. Ma c’è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico.

Il Mandala rappresenta, secondo i buddhisti, il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro; attraverso un articolato simbolismo consente una sorta di viaggio iniziatico che permette di crescere interiormente.
Al termine del lavoro, dopo un certo periodo di tempo, il mandala viene semplicemente "distrutto". Questo gesto vuole ricordare la caducità delle cose e la rinascita, essendo la forza distruttrice, anche una forza che dà la vita.

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